AUTORI: CARLO GOLDONI

ATTI: 2
DURATA: 100 min.

 

Regia di Alberto Bozzo

Siamo a Venezia, nella casa-laboratorio del vedovo tessitore Zamaria e della sua giovane figlia Domenica, innamorata del disegnatore di stoffe Anzoletto e impegnata ad accogliere i numerosi ospiti per la cena. Si festeggia “una delle ultime sere di carnevale”: artigiani e mercanti di tessuti arrivano soli o con le consorti, scherzano, discutono del futuro dei loro affari, si scambiano battute maliziose, amoreggiano e giocano alla meneghella. Durante la serata, Domenica scopre l’imminente partenza di Anzoletto per Mosca insieme all’eccentrica e vivace Madame Gatteau, ricamatrice francese che non vuole arrendersi al passare degli anni. Il sogno d’amore della ragazza sembra infrangersi, ma grazie alla complicità femminile la vicenda si conclude con un lieto fine inaspettato.

“La commedia ebbe grande successo, chiudendo l’anno teatrale 1761, e la serata di martedì grasso fu per me la più brillante: la sala risuonava di applausi, tra cui si udiva chiaramente gridare: Buon viaggio! Tornate! Tornate senza fallo! Confesso che ero commosso fino alle lacrime”.
Così scrive Carlo Goldoni nei *Memoires* a proposito dell’opera autobiografica rappresentata il 16 febbraio 1762 al Teatro San Luca, prima di congedarsi dalla scena veneziana per trasferirsi a Parigi alla Comédie italienne.
La mia interpretazione tiene conto del grande valore che l’Autore attribuì a quella serata, vista come il suo addio alla società veneziana. In due momenti distinti della rappresentazione ho inserito la figura di Goldoni in una sorta di trasfigurazione: all’apertura del sipario lo scrittore assume le sembianze del protagonista della commedia, mentre nel finale il protagonista torna a vestire i panni dello scrittore. Lo spettacolo va letto anche con lo sguardo nostalgico di un Autore profondamente legato a Venezia e ai suoi abitanti.
Per i brani musicali che accompagnano la messinscena ho privilegiato l’aspetto emotivo rispetto a quello filologico, animando con coreografie le scene corali per esaltare il contrasto tra i momenti brillanti e quelli intensamente poetici di quest’ultima opera “veneziana”. I costumi richiamano l’epoca solo nella forma e si ispirano nei colori ai dipinti di Pietro Longhi, amico di Goldoni, mentre le calzature dorate e argentate simboleggiano il passo di una società in rapido cambiamento verso una borghesia arricchita ma incolta. La scenografia, volutamente essenziale, rappresenta in modo stilizzato un ambiente industriale tessile dell’epoca, consentendo agili cambi di scena che donano eleganza e vivacità all’allestimento.

ELENCO RICONOSCIMENTI:
Primo premio “Danilo Dal Maso” all’11^ Rassegna “Febbraioateatro” di Cavazzale (VI) 2017.
Premio miglior attrice non protagonista al 27°Festival internazionale Città di Gorizia 2017 2018 e nomination miglior attore non protagonista, miglior allestimento.
Primo premio miglior spettacolo, premio miglior regia, premio miglior attrice non protagonista e miglior attore caratterista al 38^ Concorso Nazionale di Teatro Dialettale di Laives (BZ) Ed. 2017-2018.
Premio miglior regia, migliore allestimento, migliore attore caratterista al 30^ Festival nazionale Maschera d’Oro 2018 e nomination “Miglior spettacolo”, “Miglior attrice protagonista”, “Miglior attrice caratterista”, “gradimento del pubblico”.
Primo premio miglior spettacolo sezione “classici” al 19^ Festival Il Mascherone di Bolzano ed. 2017-2018.
Premio migliori costumi alla 20° Rassegna di Sanguinetto 2020

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