AUTORE: CARLO GOLDONI
ATTI: 2
DURATA: 120
Tutti gli uomini che entrano nella locanda di Mirandolina si innamorano di lei ed ella adora sentirsi al centro della loro attenzione. Ce n’è uno, però, uno solo, che non perde la testa per la locandiera: il misogino Cavaliere di Ripafratta. Ferita nell’orgoglio, Mirandolina decide di farlo cadere ai propri piedi. Di sicuro, l’arte per riuscirci non le manca.
La Compagnia dell’Orso è figlia di una meravigliosa esperienza di teatro scolastico: quella della Compagnia degli Ultimi, il gruppo teatrale del Liceo “Pavoni” di Lonigo (VI), creato e diretto dalla prof.ssa Emanuela Bragolusi Moretto. È un manipolo di ex Ultimi, infatti, che qualche anno dopo la maturità – nel 2007 – fonda La Compagnia dell’Orso, affidandone la guida alla prof.ssa Bragolusi. Il ruolo di mascotte del gruppo viene subito assegnato a un buffo orsacchiotto di peluche (Teddy): è a lui che si deve il nome della compagnia.
Quel progetto teatrale, nato quasi per gioco, si trasforma un po’ alla volta in qualcosa di molto serio, anche grazie al preziosissimo aiuto dell’attore Maximilian Nisi, regista della compagine leonicena fino al 2015.
E così, oggi, a diciannove anni dalla fondazione del loro gruppo, “gli Orsi” possono gioire per un sacco di motivi: per le loro dodici produzioni, per il privilegio di aver girato l’Italia e recitato in decine di teatri, per i numerosi riconoscimenti ottenuti, per il favore della critica, ma soprattutto per l’immenso affetto del pubblico, che riempie di orgoglio e di energia i loro cuori di animali… da palcoscenico.
Nonostante i suoi (quasi) trecento anni, La locandiera continua a parlarci con sorprendente attualità. Penso alle dinamiche di potere che attraversano la commedia, al bisogno di riconoscimento che muove ogni personaggio, alla straordinaria modernità della figura di Mirandolina. Ma, soprattutto, all’incessante gioco delle apparenze. Ecco il perché degli specchi in scena nella versione orsesca de La locandiera. Gli specchi riflettono, certo, ma fanno molto di più. Moltiplicano le immagini. Le deformano. Dicono la verità e, allo stesso tempo, mille bugie. Davanti allo specchio, i personaggi cercano conferme, credono di trovarle, intravedono verità inattese. A riflettersi non sono soltanto i loro corpi, ma anche le loro illusioni, le maschere che indossano, le loro fragilità. Le stesse che, non sempre consapevolmente, mostrano agli altri. Gli specchi intercettano anche gli sguardi del pubblico. Per questo i personaggi non esitano a rompere la quarta parete: se lo spettatore è chiamato in causa, allora è giusto rivolgersi direttamente a lui, cercare la sua complicità. È giusto che sfumi il confine tra scena e platea. In fondo, è proprio dalla labilità di questo confine che scaturisce la potenza del teatro: immedesimarsi negli altri e specchiarsi nelle loro storie permettono a chi guarda – come a chi recita, del resto – di scoprire qualcosa di sé. Di darsi qualche risposta. O, meglio ancora, di porsi qualche domanda.
Anno di fondazione: 2007
Presidente: Paolo Marchetto
Indirizzo: Via Rizzoli, 14/C – 36045 Lonigo (VI)
Facebook: vai alla pagina
E-mail: info@compagniadellorso.com
Sito web: www.compagniadellorso.com
Referenti: Paolo Marchetto – 3482930145